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Monsignor Lovignana annuncia la riorganizzazione della diocesi: «cambia il volto della Chiesa, non abbiamo più un parroco per ogni campanile»

redazione 12vda.it
Monsignor Franco Lovignana durante la messa crismale

«Cari fratelli e sorelle, le celebrazioni pasquali sono ostensione pubblica del Mistero cristiano. La solennità, l'intensità di fede e di amore con le quali noi viviamo i giorni del Triduo santo sono annuncio di Gesù e della salvezza che ha portato all'umanità». Inizia così il messaggio ufficiale per la Santa Pasqua da parte di monsignor Franco Lovignana, vescovo di Aosta che, giovedì 18 aprile, durante la "messa crismale" in Cattedrale ad Aosta, ha annunciato che ci sarà «un ripensamento dell'organizzazione territoriale della Diocesi».
Commentando le letture, il vescovo si è soffermato su quella tratta dall'Apocalisse, ricordando che cosa «vuol dire essere cristiani, essere comunità cristiana: accogliere l'amore di Dio e dialogare con Lui come figli, ricevere il perdono dei peccati che ci rende liberi, celebrare l'Eucaristia che trasfigura la nostra vita e le dona senso aiutandola ad esprimersi nell'amore di Dio e del prossimo».

«Cambia il volto della Chiesa valdostana, non abbiamo più un parroco per ogni campanile». «Ripeto, cari fratelli e sorelle, che questo è essenziale - ha aggiunto Lovignana - e rimane anche quando, come sta accadendo oggi, cambia il volto esterno della nostra amata Chiesa valdostana: si riduce il numero dei fedeli, non abbiamo più un parroco per ogni campanile. Con il prossimo anno pastorale inizieremo un ripensamento dell'organizzazione territoriale della Diocesi. Se crediamo che Dio parla attraverso la situazione che ci chiama a vivere, non possiamo fare altrimenti. Sarebbe come nascondere la testa sotto la sabbia. Sarà dunque molto utile che tutti teniamo davanti agli occhi l'essenziale, il dono di Dio e la nostra fede in Lui».
Fra poche settimane, a metà maggio, ci sarà anche l'ordinazione sacerdotale di Paolo Viganò, che era stato ordinato diacono lo scorso ottobre e aveva ricevuto dal vescovo la raccomandazione di essere «seme di vocazioni per la nostra diocesi», così come il Seminario diocesano diventa «casa delle vocazioni».

«La vita vale per il senso che le diamo, per il perché e il per chi la viviamo». Per monsignor Franco Lovignana, l'annuncio pasquale «investe prima di tutto noi stessi, provocandoci a rimettere in discussione schemi mentali e stili di vita spesso derivati più dal mondo che dal Vangelo. Contemplare e celebrare Gesù che istituisce l'Eucaristia, Gesù, Dio fatto uomo, che muore sulla croce, Gesù, vincitore della morte e del peccato, che risorge al terzo giorno, è una ventata d'aria nuova che spazza via il vecchio modo di ragionare e di vivere. Innanzitutto è l'intelligenza a beneficiare di questa liberazione dalle trappole ideologiche e consumistiche del nostro tempo: di fronte a un Dio che non considera un tesoro geloso la sua divinità, ma si umilia fino alla morte per noi, prendiamo coscienza che la vita vale per il "senso" che le diamo, per il "perché" e il "per chi" la viviamo».

«Purificare e liberare la nostra intelligenza per desiderare e progettare il bene». «Se lasciamo che la fede nel Risorto purifichi e liberi la nostra intelligenza - ha ribadito il vescovo di Aosta - allora anche la nostra volontà e il nostro cuore potranno essere raggiunti dalla luce del Vangelo e potremo desiderare il bene, progettarlo e portare frutti di opere di carità. Così fioriranno il perdono e il rispetto per ogni uomo, l'accoglienza e l'accompagnamento della vita dal concepimento alla morte naturale, la condivisione con i poveri, l'impegno per la giustizia e la pace... Così la nostra vita, nelle relazioni quotidiane e nell'impegno sociale e politico, prolungherà ed estenderà la manifestazione di Gesù, Salvatore dell'uomo, che le celebrazioni pasquali mostrano al mondo».

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