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Luca Papi è il primo vincitore del "Tor des Glaciers"

comunicato stampa
Luca Papi (foto Roberto Roux)

Il "Tor des Glaciers", che per distanza, 450 km, e dislivello positivo, 34mila metri, ha strappato al "Tor des Gèants" uno degli appellativi più gettonati, «endurance più duro del mondo», ha il suo primo vincitore. Anzi, trionfatore. Perché Luca Papi, varesino naturalizzato francese, non solo ha tagliato il traguardo di Courmayeur con il tempo di 134 ore e 10 minuti, ma ha lasciato il suo più diretto avversario, il belga Richard Victor, una ventina di chilometri più indietro.

Il suo arrivo dunque, salvo imprevisti, dovrebbe essere registrato nel tardo pomeriggio di giovedì 12 settembre. In terza posizione il tenace giapponese Masahiro Ono, che è sempre stato nelle posizioni di testa. Accolto al traguardo da sua moglie e dal loro bambino, Papi è sembrato reduce da una gara corta. Senza affanno, divisa da runner in perfetto ordine, sorriso sulle labbra e braccia alzate al cielo. «Un viaggio faticoso ma bellissimo, dove ho visto paesaggi meravigliosi e ho incontrato sempre persone molto gentili», sono state queste le sue prime parole.

«Le difficoltà maggiori le ho provate in discesa, alcune davvero dure, ripide». E le prime notti di neve e vento? «Ho la fortuna di non soffrire Il freddo, sono sempre andato avanti in maglietta e pantaloncini; qualche volta ho indossato una giacca a vento e solo una volta i pantaloni lunghi». Percorso complicato?. «Anche a fare gare seguendo semplicemente le tracce di un gps sono piuttosto abituato, pure se in questi giorni ho attraversato territori davvero immensi e selvaggi e non sempre è stato facile individuare la strada giusta al primo colpo. Comunque Il "Tor des Glaciers" è una superba esperienza, da ripetere».
Incontri lungo il percorso? «Tantissima gente gentile ai rifugi e anche sui sentieri alti. Al rifugio "Coda" ho incontrato Olivero Bosatelli, Mi è stato poi di grande aiuto fare un po’ di strada con lui, fin quando i nostri sentieri si sono divisi».

Insomma, un Papi stanco, ma soddisfatto, rilassato e disponibile. Alle spalle del terzetto da podio ci sono ancora una sessantina di concorrenti (sui 98 partiti), diluiti lungo gli ultimi cento chilometri del tracciato. Decisamente un buon numero di atleti, se si considera le difficoltà oggettive di questa affascinante ma durissima gara. Le donne sul tracciato sono rimaste due. Marina Plavan, che continua imperterrita a condurre fin dal primo chilometro, avvistata dal gps in discesa dal rifugio "Duca degli Abruzzi", appoggiato sotto il Cervino, e Anouk Baars, che al "Duca degli Abruzzi" deve ancora arrivare.