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L'Assessorato alla sanità non riconosce la fibromialgia come malattia cronica: «noi andiamo avanti» rispondono i consiglieri della Lega

comunicato stampa

Il 23 aprile scorso il Capogruppo della Lega Vallée d’Aoste depositava, in qualità di primo firmatario, una proposta di legge volta a riconoscere sul territorio regionale la fibromialgia quale patologia progressiva e invalidante. "Il disegno di legge - si legge in una nota della Lega -  sottoscritto anche dai Consiglieri Roberto Cognetta (Mouv’), Paolo Sammaritani e Nicoletta Spelgatti (Lega Vallée d’Aoste), si poneva l’obiettivo di favorire, per i pazienti affetti da tale patologia, l'accesso ai servizi e alle prestazioni erogate dal servizio sanitario regionale, di promuovere la conoscenza della malattia tra i medici e la popolazione, di favorire la prevenzione delle complicanze, la diagnosi e la qualità delle cure e di adottare infine i provvedimenti finalizzati all'esenzione, per i residenti della Regione, dalla partecipazione al costo per prestazioni fornite dal servizio sanitario regionale. Dopo circa due mesi dalla richiesta di parere di conformità finanziaria, richiesta protocollata in data 14 maggio 2019 e utile a far proseguire l’iter di esame e approvazione della proposta di legge, solo il 19 luglio siamo venuti a conoscenza del parere negativo emesso dalla struttura competente. Le ragioni di tale diniego risiederebbero, secondo l’Assessore alla sanità, nel fatto che «ad oggi la patologia in questione non è annoverata tra le malattie croniche di cui al DPCM 12 gennaio 2017»".

«L’obiettivo del disegno di legge - commenta il Capogruppo Andrea Manfrin - è proprio quello di permettere ai pazienti affetti da sindrome fibromialgica di vedere finalmente riconosciuta la loro patologia che, appunto, ad oggi non è annoverata fra le malattie croniche. Spiace che si sia dovuto attendere così tanto per avere il parere di conformità finanziaria mentre per altri disegni di legge i pareri arrivano in poche settimane. Altre Regioni autonome, come la Sardegna, non hanno esitato a trovare le coperture finanziarie necessarie per curare adeguatamente le persone affette da questa patologia. Viene poi da chiedersi per quale ragione l’Amministrazione regionale abbia trovato 50 mila euro da inserire in variazione di bilancio e non li abbia trovati per finanziare una legge che darebbe maggior tutela ai pazienti affetti da questa malattia. Il disegno di legge che è stato bocciato oggi dalla V Commissione, e che ha ricevuto i soli voti favorevoli del sottoscritto e del collega Sammaritani, con l’astensione del M5S ed il voto contrario della maggioranza, approderà comunque in Consiglio regionale. In quella sede ci adopereremo per superare il parere negativo e faremo appello alla sensibilità dei singoli Consiglieri verso i malati di fibromialgia che aspettano, da troppo tempo, di trovare una politica che sappia ascoltare le loro esigenze e restituire dignità ed assistenza a chi soffre».

«Come associazione - commenta Daniela Barrera, Presidente di Asfibvda (Associazione Sindrome Fibromialgica Valle D’Aosta) onlus - avevamo accolto con entusiasmo la notizia della presentazione della proposta di legge regionale per il riconoscimento della fibromialgia qui nella nostra Regione, un riconoscimento che già altre Regioni italiane avevano ottenuto. Molte delle terapie oggi impiegate per le cure non sono infatti rimborsate dal Sistema Sanitario Nazionale e sono a totale carico del paziente che spesso non può permettersi tale spesa. Ora, con l’amaro in bocca per questa bocciatura da parte della Commissione, non ci resta che sperare che il Consiglio regionale tutto capisca le difficoltà che i pazienti affetti da sindrome fibromialgica devono affrontare ogni giorno e decida di dar loro il riconoscimento dovuto».

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