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Per Daria Pulz la nuova legge regionale sulla mobilità sostenibile è solo «ambientalismo da salotto»

comunicato stampa
Una 'Tesla' elettrica che parcheggi abusivamente ad Aosta

«Una legge regionale volta a rivoluzionare il modo di spostarsi dei valdostani nella quotidianità avrebbe incontrato tutto il favore di "Ambiente Diritti Uguaglianza Valle d'Aosta": così non si può continuare, ce lo ricordano con forza i giovani del "Fridays For Future". Al contrario, la legge approvata dal Consiglio regionale ha avuto il nostro voto di astensione».
Inizia così un approfondito commento di Daria Pulz, consigliera regionale di "Adu VdA" in merito alla nuova legge regionale sulla mobilità sostenibile.

«Nella prima parte del testo si leggono una serie di principi e sistemi innovativi di "sharing mobility", peraltro copiati dalla legge del 2017 di Trento, che, però, non trovano adeguata copertura finanziaria - continua la Pulz - la seconda parte, dedicata ai contributi a fondo perduto per l'acquisto di biciclette elettriche e veicoli a bassa emissione, ci fa ripiombare nel vecchio sistema dell'irrigazione a pioggia di soldi pubblici. "Non si tratta di una legge sociale, ma di una legge per l'ambiente", ha spiegato la maggioranza, che avrebbe la pretesa di rivoluzionare la mobilità finanziando l'acquisto indiscriminato di qualche centinaio di veicoli meno inquinanti, ed oggi ancora molto costosi, mentre le scarse risorse si dovrebbero indirizzare nel miglioramento del trasporto pubblico».
«Questo ambientalismo da salotto, che premia i buoni propositi per l'ambiente - sottolinea la consigliare regionale di opposizione - senza preoccuparsi del diverso effetto incentivante che lo stesso contributo può avere su chi una macchina costosa può comunque comprarsela, essendo per lui il contributo non un aiuto ma un regalo, e chi invece comprarsela non può nemmeno con quel contributo, essendo per lui troppo basso, e quindi né un regalo né un reale aiuto, non ci pare accettabile. Parafrasando Chico Mendes, si fa giardinaggio mentre il pianeta muore. Anche perché si continua a togliere ai poveri per dare ai ricchi, affinché si rifacciano il roseto, il trucco e il parco macchine».

«Ammesso che questa limitata conversione green rappresenti veramente un'aggressione percepibile alle emissioni di CO2 - stigmatizza Daria Pulz - in tempi di grave emergenza per quanto riguarda l'inquinamento, in una Regione come la nostra che dovrebbe razionalizzare maggiormente il trasporto pubblico e le emissioni causate dal riscaldamento delle abitazioni e dalla dispersione termica delle stesse, l'elargizione di denaro pubblico per avviare una campagna acquisti di nuovi mezzi, oltre ad avere un retrogusto propagandistico, pare un leggerissimo "pannicello caldo". E se un noto signore che, pur senza ricoprire alcuna carica elettiva, tiene sotto pressione questo governo regionale fosse ancora veramente verde e veramente di Sinistra (il riferimento è ad Elio Riccarand, n.d.r.), questi dovrebbe minacciare di non votare il bilancio per contrastare i progetti devastanti della maggioranza rispetto all'ambiente di alta montagna, e non perché il Consiglio regionale chiede di esaminare, con i tempi che richiede una materia complessa, una legge elettorale caduta dall'alto, vagheggiata da una micro-minoranza che si muove di traverso lavorando ai fianchi la fiacca maggioranza con il gusto di chi (finalmente?), assapora il brivido di maneggiare una ridicola "spada di Damocle"».

«Non sono questi i metodi con cui ci piace lavorare a favore dell'ambiente e della partecipazione democratica - conclude la Daria Pulz, che era stata eletta nella lista di "Impegno Civico", ma poi ne è uscita nel momento in cui gli altri due consiglieri Alberto Bertin e Chiara Minelli, hanno cominciato a flirtare con i movimenti che compogono l'attuale maggioranza - siamo certi che una legge davvero autentica sulla mobilità sostenibile sarebbe stata possibile, senza i tempi imposti dall'assurdo "cronoprogramma", senza ricatti, senza regalie. Valeva la pena investire più energie e coinvolgere la popolazione perché senza coinvolgimento non c'è cambiamento: lo hanno sottolineato gli esperti intervenuti in Commissione, invitando ad approvare innanzitutto il "Piano regionale dei trasporti", peraltro in dirittura d'arrivo, in un'ottica di armonizzazione degli interventi legislativi per un'azione politica veramente incisiva».

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